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2011年4月26日星期二

Rete delle mie brame…


Internet: Rete delle mie brame...
di Daniele Mattalia
Peter Bregman, giovane amministratore delegato di un’azienda americana, è forse l’unica persona al mondo che, una volta acquistato l’iPad, l’ha restituito dopo una settimana con questa motivazione: è troppo perfetto. ?è così bello e funziona così bene che me lo portavo ovunque. Ci scrivevo, ci guardavo le news, il meteo, il traffico, le email, i filmati. Non smettevo più. Così l’ho riportato indietro. Problema risolto?.
Il suo racconto ha suscitato innumerevoli commenti online. Alcuni hanno risposto condividendo il disagio: ?Ben detto, Peter! Le nuove tecnologie danno dipendenza, è successo anche a me?. Da altri Bregman ha ricevuto, per così dire, fischi e pernacchie. ?Restituirlo? Ma sei matto??. ?Se non hai autocontrollo è un problema tuo?.
Che il problema però non riguardi solo Bregman lo dimostrano le riflessioni di psicologi e scienziati che hanno dato il via a una serie di domande: l’uomo digitale e iperconnesso, che sia grazie all’iPad (ne viene venduto uno ogni 3 secondi, e finora sono oltre 3 milioni), smartphone, email, internet o altro, è più felice e intelligente? In cambio della vita ?touch screen?, in cui basta sfiorare lo schermo per ricevere contatti, stimoli, notizie, divertimenti, quale prezzo stiamo pagando? E in che modo le nuove tecnologie stanno riprogrammando la nostra esistenza?
Le stime dell’Università della California dicono che trascorriamo in media 12 ore al giorno connessi a qualche tecnologia, 50 anni fa le ore erano cinque. Chi usa il computer si collega a una quarantina di siti al giorno, se non di più. Una vita simile a un’enorme chat room, dove non siamo mai soli e mai inattivi. Dove facciamo più cose nello stesso tempo perché siamo, dobbiamo essere, ?multitasking?.
Non è soltanto un modo diverso di vivere, avvertono i ricercatori. è un modo diverso di usare il cervello. Paradossalmente, l’era ipertecnologica sollecita funzioni cerebrali che risalgono all’uomo primitivo. ?L’hardware del cervello non è cambiato rispetto a 15 mila anni fa? afferma Paolo Legrenzi, psicologo sperimentale dell’Università di Venezia (risponde a Panorama con l’iPhone usato del figlio, che ne cambia uno all’anno perché vuole sempre l’ultimo modello). ?Allora i nostri antenati dovevano stare sempre all’erta, reagire all’istante a qualsiasi stimolo, ne andava della loro sopravvivenza fisica. Ora non è più così, però tutte queste distrazioni continue, messaggi, sms, email, sollecitano le stesse aree cerebrali che, allora come oggi, si attivano nelle situazioni di emergenza?.
Aree che rilasciano neurotrasmettitori, per esempio la dopamina, coinvolti nel circuito del piacere e delle dipendenze. Ancora prima che l’ultimo oggetto del desiderio hi-tech sbarcasse in Italia (e ancora prima di capire bene cos’era) era già iniziata l’iPad mania, con le file davanti ai negozi. Al Policlinico Gemelli di Roma esiste un ambulatorio per questo tipo di dipendenze. ?Finora abbiamo avuto 110 appuntamenti. Adulti ma soprattutto adolescenti portati dai genitori? racconta Federico Tonioni, lo psichiatra che ne è responsabile. ?è vero che internet ha moltiplicato i rapporti fra pari, però ha fratturato la comunicazione verticale con la generazione precedente ?. Negli Usa, assicurano gli esperti, è già in atto un fenomeno contrario: bambini che si lamentano perché non riescono più ad attirare l’attenzione dei genitori, sempre lì a mandare email, ricevere messaggi, indugiare su Twitter o su Facebook.
In ogni caso le nuove tecnologie stanno mediando un’evoluzione generale del pensiero. E in questa rimappatura dei circuiti cerebrali qualcosa resta indietro. A dar retta a Nicholas Carr, scrittore esperto di tecnologia, Google ci sta rendendo più stupidi. Più superficiali, dispersivi, compulsivi, distratti, incapaci di concentrare l’attenzione e trattenere informazioni complesse.
Se in parte è vero, il bilancio finale non è poi così sconfortante. Altre ricerche dimostrano che la dimestichezza con Google potenzia l’attività di un’area del cervello, la corteccia prefrontale dorso-laterale, coinvolta nell’attenzione visuale selettiva e nell’analisi. Cose che ci rendono più intelligenti, non più stupidi.
?Nessuno discute i vantaggi funzionali di Google e di strumenti come l’iPad? puntualizza Stefano Bolognini, presidente della Società psicoanalitica italiana (e tecnoconsumatore moderato, una ventina di email quotidiane inviate e ricevute e due ore e mezzo al computer la sera). ?Sono estensioni tecnologiche che danno un inebriante senso di efficacia comunicativa. Però si rischia, se non le si usa con consapevolezza, una dispersione del sé, una perdita del proprio baricentro. Le persone alla fine si proiettano in tanti altrove, in realtà frammentate, perdendo il senso della prossimità delle cose?.
Un buco nero attrattivo da cui però si può uscire. Senza per forza restituire il gioiellino hi-tech appena comprato. Uno dei tanti lettori del blog di Peter Bregman suggerisce un semplice esperimento per disintossicarsi, ogni tanto, da iPad, smartphone e altri apparecchi (?Aggeggi meravigliosi ? tiene a precisare): dedicare ogni giorno 10 minuti al nulla. ?Provate a stare a occhi chiusi, in silenzio, a non fare e a non pensare a niente. A oziare. Una cosa molto semplice. Siete sicuri di riuscirci??.

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2011年4月21日星期四

Afghanistan- Proteste Contro Rogo Corano, 5 Morti

(ASCA-AFP) - Kandahar, 2 apr - Ancora violenze in Afghanistan. Cinque persone sono morte nel corso delle proteste a Kandahar contro il gesto provocatorio di un pastore Usa che aveva bruciato il Corano. Ieri almeno dodici persone, fra cui 7 impiegati delle Nazioni Unite, sono morte in un attacco contro il quartier generale dell'Onu a Mazar-i-Sharif, da parte di dimostranti che manifestavano contro il rogo del Corano. Le proteste a Kandahar hanno preso il via nel centro della citta' e si sono diffuse in altri quartieri. La polizia si e' scontrata con la folla che stava marciando in direzione degli uffici dell'Onu e dell'amministrazione provinciale. Almeno 5 persone sono morte e altre 45 sono rimaste ferite, ha raccontato una fonte ufficiale del ministero della Salute all'Afp. Alcuni testimoni hanno sentito i manifestanti gridare ''morte all'America'' e ''morte a Karzai''. In alcune zone della citta' sono state viste macchine e pneumatici dati alle fiamme.

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2011年4月14日星期四

C'è un altro mostro di Loch Ness- il pesce-mostro di Bowness

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LE IMMAGINI DI BOWNESSIE - Di fatto, ci sono testimonianze di un ?mostro? che vive nel lago risalenti agli anni ’50 del secolo scorso, ma di recente gli avvistamenti si sono intensificati: negli ultimi quattro anni se ne sono registrati ben sette. La fama della misteriosa creatura è cresciuta con il tempo e di recente gli è stato affibbiato il soprannome di Bownessie, da Nessie (il soprannome del mostro di Loch Ness) e Bowness, la città sulle rive del lago di Windermere. Di recente il mostro è stato anche fotografato, e le riprese video sono state trasmesse da Sky News in tutta la Gran Bretagna. La prima immagine è stata scattata dal fotografo professionista Linden Adams, che ha immortalato una larga cresta arcuata che si muoveva lungo il lago, tuffandosi e ruotando nell’acqua calma, da un punto d’osservazione lontano circa 2,5 chilometri.

INCONTRO RAVVICINATO - Uno degli incontri ravvicinati con il mostro si è verificato nel luglio 2009, quando Thomas Noblett stava nel punto più profondo del lago. ?D’improvviso ho sentito qualcosa sfiorare le mie gambe come se fosse un pesce gigante - ha rivelato -. E quindi sono stato sollevato da un’onda di un metro. Non avevo idea di che cosa fosse?.

L’INVESTIGATORE DEL PARANORMALE (Per approfondire clicca qui) - Come spiega a IlSussidiario.net l’etologo italiano Giorgio Celli, ?è difficile che si arrivi a dimostrare che si tratti davvero di un pesce-mostro. Del resto, per quanto riguarda Loch Ness, è stato appurato che in realtà non esiste nessuna creatura fuori dal comune?. Al contrario, l’interesse crescente per il mistero che circonda Bownessie ha attratto l’attenzione dell’investigatore del paranormale Dean ?Midas? Maynard, molto famoso in Inghilterra, secondo cui ?dalle descrizioni dei testimoni, sono sicuro al 99% che nel lago di Windermere ci sia qualcosa che non può essere spiegato?. Dean ha deciso di coinvolgersi nella ricerca, e ha organizzato un sopralluogo con equipaggiamento sonar.

  • Per approfondire visita IlSussidiario.net


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2011年4月11日星期一

Lazio-Maltempo- Protezione Civile, Livello Tevere Risale a 10,2 Metri

(ASCA) - Roma, 18 mar - ''Il livello del Tevere e' risalito nelle ultime ore attestandosi a 10,20 metri alle ore 10.30, un progressivo aumento cui ha contribuito il bacino del Velino Nera che ha risentito dello scioglimento della neve sul Terminillo, circa 40 centimetri di neve sciolta in 72 ore''. Lo dichiara il responsabile del Centro funzionale regionale della Protezione civile della Regione Lazio, Francesco Mele. ''In giornata - aggiunge Mele - il livello del Tevere tendera' a diminuire gradualmente, tutti fenomeni che rientrano nella normalita'''. Sotto osservazione, spiega la Protezione Civile, rimane anche il fiume Aniene che continua a mantenere livelli alti, nonostante la riduzione e la minore intensita' delle precipitazioni, proprio a causa della difficolta' a confluire nel fiume Tevere, a livelli gia' alti. ''Negli altri bacini del Lazio invece - prosegue Mele - si sta registrando un progressivo calo dei livelli della portata d'acqua: il Liri all'altezza di Pontecorvo adesso e' a 8,30 metri e, come il Sacco e gli altri corsi d'acqua della zona, diminuisce costantemente di 10/15 centimetri l'ora. In netto miglioramento anche la situazione nel reatino, i laghi del Salto e del Turano sono rimasti a livelli di assoluta sicurezza''. Intanto centinaia di volontari della Direzione regionale della Protezione civile del Lazio stanno operando da stanotte su tutto il territorio regionale, in particolare nelle province di Roma e di Frosinone, per superare le emergenze che sono conseguite all'ondata di maltempo.

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